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da Digida CreaValore Il percorso per la creazione d'impresa



In estrema sintesi le tematiche che si affrontano sono le seguenti:• l’elaborazione dell’idea• le verifiche di mercato• l’elaborazione delle strategie di marketing• le verifiche economiche• l’avvio dell’impresa.È bene precisare che l’itinerario proposto considera gli aspetti di marketingmentre si demandano ad altre figure professionali gli iter riguardanti la forma giuridica,le problematiche fiscali e pensionistiche, e così via.L’elaborazione dell’idea di impresaLa prima operazione da effettuare consiste nello sviluppare l’idea iniziale cercandodi renderla concreta.Quando si resta nel mondo delle idee diventa facile cambiare di frequente ilproprio pensiero su quanto si vorrebbe fare; in questo modo si rischia di nonavere dei punti di riferimento sui quali lavorare.È una prassi pressoché indispensabile trasferire l’idea su carta; in altre paroleè consigliabile provare a scrivere una prima bozza del progetto di impresa:questo serve a fissare le idee ed avere delle basi sulle quali cominciare a fardecollare la futura attività.Può sembrare un tipo di impegno semplice, tuttavia è frequentemente riscontrabileche il neo-imprenditore entra seriamente in crisi per la difficoltà di esprimerein maniera più concreta, quasi a livello embrionale, l’idea: si comincia apassare, in effetti, dal “dire al fare”.È anche consigliabile corredare l’idea di impresa evidenziando i seguenti punti:• gli obiettivi che si intendono raggiungere• i motivi per i quali un potenziale cliente dovrebbe scegliere la nuova offerta• le differenze con chi è già presente sul mercatoIn pratica si tratta di provare a dare una risposta alla domanda “perchédovrebbero scegliere me?”.A questo punto è già possibile avere una più corretta sensazione se quelloche si era pensato di realizzare può essere trasformato in un’attività coerente conl’idea iniziale e con quello che si è in grado di offrire.Si possono ottenere anche delle indicazioni su quello che potrebbe essere ilmercato di riferimento ottimale e, di conseguenza, la tipologia di fruitori del pacchettodi offerta della nuova impresa.La pratica di scrivere la “missione” assume maggiore importanza in funzionedel numero dei partecipanti alla nuova impresa; capita spesso, come consulenteper la creazione d’impresa, di confrontare la descrizione dell’idea eseguita singolarmentedai componenti del gruppo (due persone formano già un gruppo) edevidenziare delle sostanziali differenze di interpretazione della futura attivitàimprenditoriale.In questo caso è consigliabile chiarire le intenzioni ed evidenziare le diversitàd’opinione tra i componenti del gruppo in modo da lavorare in maniera più correttae trasparente sulla creazione della nuova impresa.Le differenze nascono soprattutto quando i componenti del gruppo sono amicio parenti; in questi casi è prassi dare per scontato l’accordo tra tutti e su tutto.Alla prova dei fatti o alle prime difficoltà però questo non avviene quasi mai.La scarsa omogeneità di intenti può essere uno dei fattori di rischio da nonsottovalutare per un’impresa che sta per nascere; è consigliabile, pertanto, renderetrasparente, fino dall’inizio, il rapporto tra i componenti del gruppoLe prime verifiche di mercatoDefinita la “missione” è necessario capire se il progetto così com’è possaavere probabilità di successo.Le prime verifiche dovranno essere mirate a conoscere:• il territorio• il mercato di riferimento• la concorrenza ed i modelli di comportamento.1) Conoscere il territorio: è indispensabile, soprattutto per chi intende aprireun punto di vendita, verificare direttamente la zona in cui intende posizionarel’attività.Può capitare diverse volte che il neo-imprenditore non abbia ancora presocontatto con il territorio ma faccia affidamento solo sul “sentito dire”.



Inoltre si deve considerare che non sempre esiste un’ampia disponibilitàdi locali, perciò è bene individuare e conoscere più zone potenzialmenteidonee per la futura impresa.La conoscenza del territorio è importante anche per quelle altre attività che,per missione (obiettivo d’impresa), necessariamente lavoreranno in un mercatolocale; a titolo esemplificativo si citano alcune di tali attività quali i babyparking, gli asilo nido, i punti internet, i servizi di copisteria e fotocopiatura.Ha scarso rilievo la conoscenza del territorio per le imprese che operanosu un mercato più ampio ovvero per quelle attività che non si rivolgonodirettamente sul mercato finale.In questi casi può assumere una relativa importanza a livello di immagineo di comodità di accesso la localizzazione dell’impresa.2) Conoscere il mercato di riferimento: significa, in primo luogo, capire achi va indirizzata l’offerta: non è sempre di immediata individuazione il“potenziale cliente”, dal momento che entrano in gioco componenti chepossono selezionare la tipologia di utenza.Di seguito sono elencate componenti delle quali tratteremo in maniera piùapprofondita nel proseguo del manuale ma che possiamo anticipare inmaniera sintetica:• prodotto• prezzo• servizio• qualità.A questo punto bisogna cercare di determinare la dimensione del mercatoin cui andrà a competere l’impresa.Gli strumenti a disposizione per pervenire a dati accettabili ed attendibiliconsistono essenzialmente nell’attivazione di ricerche specifiche e nell’analisidei risultati.In questa fase di studio non sono ancora necessari approfondimenti impegnativi;sono sufficienti dati statistici spesso disponibili e facilmente recuperabiliutilizzando sia fonti tradizionali quali ad esempio Camere di commercio,Regioni, Province, Comuni, Associazioni di categoria, sia la possibilitàdi reperire tali informazioni tramite una consultazione in Internet.In mancanza, è necessario attivare una ricerca ad hoc; è consigliabile,in caso di autogestione della ricerca, consultare comunque un professionistaal fine di non sprecare energie e, di conseguenza, denaro in lavoricon sterili risultati.3) Conoscere la concorrenza ed i modelli di comportamento: è importante,per riuscire ad entrare in attività con buone probabilità di successo, capirequali sono i più diretti competitori nei propri mercati di riferimento.Operando in un mercato ristretto risulta immediata l’individuazione dellaconcorrenza soprattutto se parliamo di esercizi commerciali; è ancheabbastanza semplice studiarne il mix di offerta ed il modello di comportamento.In effetti è sufficiente frequentarli per riuscire a capire cosa offrono ecome; l’unica barriera che può emergere è, più che altro, di tipo psicologico:non siamo entrati nel negozio per fare acquisti ma per studiarlo!Possono capitare diversi casi in cui il neo-imprenditore, senza esperienzeprecedenti, trova delle difficoltà ad effettuare un “falso acquisto” pensandodi essere osservato dall’esercente.Lavorando su mercati interregionali, nazionali o internazionali diventapressoché indispensabile l’utilizzo di varie fonti di informazione quali, adesempio, annuari specializzati, istituti di ricerca, associazioni di categoria,internet, per riuscire ad individuare la presenza e la localizzazionedei concorrenti.È necessario, inoltre, per conoscere i modelli di comportamento delle piùsignificative presenze concorrenziali affidarsi a strutture di ricerca specializzate.L’elaborazione delle strategie di marketingCon le conoscenze acquisite è possibile eseguire un primo riesame della missioneponendosi di fronte a tre opzioni di scelta:• la missione può funzionare così o con qualche modifica: vado avanti• la missione “non sta in piedi”: cambio tutto e vado avanti• la missione “non sta in piedi”: mi ritiro.Rivisitata l’idea iniziale, si può procedere all’elaborazione delle possibili strategiedi marketing idonee per il lancio sul mercato della nuova attività.VUOI APPROFONDIRE OPPURE VUOI RICHIEDERE LA VISITA DI UN NOSTRO CONSULENTE?CHIAMA AL NR 099 7327987 ! OPPURE COLLEGATI AL SITO DIGIDA CREAVALORE



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